Cerca

Emanuele Martino

Se ti addiviene di parlare di acque consulta prima l'esperienza e poi la ragione (L. da Vinci)

Ciao!

Beh cosa posso dirvi….
Tanti saluti !!!!
(Tratta da Ebay)

Vigonovo, approfondimento su progetto preliminare Idrovia

A Vigonovo serata di approfondimento sul progetto preliminare del completamento dell’Idrovia Padova-mare, in vista della scadenza della presentazione delle osservazioni (31.07), con Comitato intercomunale Brenta Sicuro, Legambiente, altre Associazioni, Comune di Vigonovo e ing. Carniello, Universita’ di Padova. Molto interessante.

 

ALLUVIONE. INVIA LA TUA FOTO DEL 1966

Nel novembre del 2016 si celebrerà il 50° anniversario dell’alluvione che nello scorso secolo devastò le “Tre Venezie” come titolava il Gazzettino di allora, portando morte, distruzione fisica, sconvolgimento sociale, perdita e danni irrimediabili di beni storici e artistici.
In vista del 50° anniversario dell’alluvione, il Distretto idrografico Alpi Orientali vuole ricordare adeguatamente, ma non ritualmente, quell’evento attraverso immagini inviate al loro sito web.
Di seguito l’indirizzo per inviare materiale:

A rischio l’antico Mulino di Mezzo a Bazzano

Tratto da http://www.amicidelleacque.org/a-rischio-lantico-mulino-di-mezzo-a-bazzano/

Giriamo a tutti i possessori di sentimenti sinceri verso la nostra storia locale la mail appena arrivata alla segreteria dell’Associazione Amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna.
Si tratta di un appello per cercare di salvare l’antico Mulino di Mezzo a Bazzano, che vorrebbero demolire per fare spazio all’ennesimo ecomostro di 30 metri. Uniamoci e facciamo il possibile per tentare l’impossibile.

Ci siamo immediatamente resi disponibili per un aiuto.

Alleghiamo documenti e progetti della Relazione Paesaggistica (PUA) insieme allo sdegno della cittadinanza bazzanese.

2016-05-23 “Cari amici, molti sanno poco o niente di questa storia, quindi per vostra informazione invio due foto del Mulino di Mezzo, sito in Comune di Bazzano, località Magazzino, via per Castelfranco.
Come si vede è un edificio imponente, con facciata principale porticata di bella architettura e prospetti restanti con murature antiche in sassi e laterizio.
Italia Nostra (Sez. di Bologna e di Modena) sta cercando di evitare la demolizione dell’ antico mulino da parte dell’ILPA, che in questo sito intende costruire un gigantesco deposito alto m 30x100x50, un vero ecomostro che segnerà irrimediabilmente il paesaggio circostante.
Dal 2010 vari Comitati di cittadini di Bazzano e Spilamberto stanno lottando per impedire che tutto ciò si realizzi, opponendosi alle scelte del Comune di Bazzano e della Regione che sostengono il progetto ILIP- ILPA.
Il Comune di Bazzano ha prima consentito alla Gessi Emiliani di fare scempio dell’area comprendente il mulino di Mezzo, poi venduta all’ILPA nel 2010; poi in deroga al piano urbanistico consentirà i 30 metri di altezza!!
Il Mulino, detto di Sopra o di Mezzo, appartenne alla fam. senatoria Tanari di Bologna dal 1562 fino ai primi del XIX sec.
I mulini Tanari, alimentati dal Canal Torbido con presa dal Panaro, erano tre: Mulino della Sega (distrutto), Mulino di Mezzo (che vorrebbero demolire) e Mulino di Sotto (esistente, trasformato in abitazione).
Per saperne di più vi rimando su Internet – Bazzano Mulino di Mezzo – (video Partecipazione al cubo), realizzato dal Comitato bazzanese, per evidenziare la mostruosità del volume dell’edificio in progetto, in relazione alle dimensioni di monumenti di varie città italiane.
Un cordiale saluto M. Cecilia Ugolini (Italia Nostra Sez. di Bologna)”…

2016-06-07:  ”Carissimi, vi comunico che l’APPELLO per la salvaguardia del Mulino di Mezzo di Bazzano è stato inoltrato stamattina alla dott.ssa Sabina Magrini (Commissione regionale per il patrimonio dell’Emilia Romagna) e alla dott.ssa Giovanna Paolozzi Strozzi, Soprintendenza Belle Arti e paesaggio. L’ invio è avvenuto tramite la posta certificata del Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale Reno, prot.llo n.489. Ringrazio per la disponibilità e collaborazione il dott. Fabio Marchi, che a nome dei tre Consorzi dei canali dei Reno e di Savena ha firmato e spedito l’appello. Ringrazio a nome di I.N. tutti voi per aver partecipato a questa cordata per salvare l’ex Mulino di Mezzo. Speriamo che la ricca documentazione prodotta da I.N. e l’appello, sottoscritto da tre Consorzi, Associazioni e Comitati, porti ad una positiva decisione della Commissione regionale“. Maria Cecilia Ugolini

Tra i firmatari, AIPAI, Consorzi dei Canali di Reno e Savena, Bologna Storico Artistica, Associazione Amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna, Associazione di Volontariato Vignolese Mezaluna, Gruppo FB Bologna L’altro Ieri.

 

Il casone

Giugno 1983, un casone non più esistente a Bovolenta, lungo l’argine del Canale di Pontelongo. 😦

casone 001

Acqua veneta. Governo del territorio e bonifiche nell’ordinamento veneziano

Ivone Cacciavillani, Acqua Veneta. Governo del territorio e bonifiche nell’ordinamento veneziano,  Corbo e Fiore Editori, 2015

Il libro “Acqua Veneta. Governo del territorio e bonifiche nell’ordinamento veneziano” di Ivone Cacciavillani, edito con la collaborazione del Consorzio di bonifica Bacchiglione è un’interessante disamina che parla di storia partendo da legislazione e istituzioni, al fine di comprendere gli interventi realizzati dalla Repubblica Serenissima in materia di amministrazione delle acque.

Striscia la notizia e l’Idrovia

Questa volta “Striscia la notizia” non mi è piaciuta.

Un servizio sull’Idrovia, condotto da 100% Brumotti, che però non dice il 100% della situazione. Non si parla della funzione del completamento dell’Idrovia Padova-mare come opera per la salvaguardia idraulica del territorio del Brenta-Bacchiglione, limitandosi all’aspetto relativo al trasporto via acqua.
Quindi un’opera da completare in un’ottica multifunzionale viene ricondotta alla sola questione trasportistica; visione parziale già avuta in passato, avendo ignorato l’ing. Gusso, che già dopo l’alluvione del 1966 ne parlava, ed ignorando anni di studi del prof. d’Alpaos, in parte visibili sulla pubblicazione “Fatti e misfatti di idraulica lagunare”. Viene quindi messo in ombra un lavoro importantissimo fatto da Associazioni, Comitati, singoli Cittadini, Sindaci, Consiglieri, Provincia per sottolineare che l’Idrovia non è un problema ma un’opportunità.
In quest’ottica si corre il rischio di non dare inoltre il giusto peso al processo di progettazione in corso, curato da studi qualificati come Technital e Beta Studio.
Il fatto che l’Idrovia non sia stata completata è il vero spreco, non che sia stata in parte scavata.
Screenshot_2016-06-10-10-43-39

Presentazione libro d’Alpaos

Venerdì 27 Maggio ore 20,45 presentazione del nuovo libro del professore Luigi d’Alpaos,

presso Sala Consiliare Campagna Lupia, organizzato dal Comitato Intercomunale Brenta sicuro e dal Gruppo Archeologico Mino Medoaco

Presentazione libro d'Alpaos

Escavazioni in Brenta, io la penso così

L’ampia partecipazione di cittadini alla manifestazione “Giù le mani dal Brenta” tenutasi sabato 7 maggio, con partenza da Fontaniva dietro la trattoria Ceo Pajaro, merita alcune riflessioni.
La mobilitazione di cittadini, di varie associazioni, di alcuni esponenti della politica locale e non solo, è legata all’attività di disboscamento e scavo relativo al progetto “Derivazione delle falde del medio Brenta all’interno del Modello strutturale degli acquedotti del Veneto (MOSAV) e dello Schema acquedotti Veneto centrale (SAVEC)”.

assalto-al-brenta-300x169
Per prima cosa è ormai assodato come lo scavo eccessivo di ghiaie abbia compromesso la morfologia del fiume Brenta, che oggi è impossibilitato ad estendersi nel suo ampio letto originario ed è concentrato in un tratto centrale, con un letto abbassato fino a 7 metri, provocando anche l’abbassamento delle falde; peraltro gli scavi di ghiaia hanno provocato il cedimento del ponte di Fontaniva nel 1976.
Il crollo di tale ponte, realizzato nel 1950, è avvenuto durante una piena, dato che l’escavazione arrivò a scoprire le fondamenta dei piloni, provocando anche il dissesto statico del ponte della ferrovia a poche decine di metri di distanza e del ponte di Carturo.
Ho conosciuto un pescatore (camionista in pensione) che mi ha raccontato la storia del cedimento del ponte, avvenuto pochi minuti prima che lui passasse per il ponte stesso con il suo camion.

Crollo ponte FONTANIVA

La morfologia della rete minore è stata anch’essa pesantemente compromessa; si vede nella foto sottostante l’opera di presa della roggia Contarina, caratterizzata da un manufatto ad archi in muratura.
Passando sotto gli archi ci si accorge che tale opera non riesce più a prendere l’acqua del Brenta, dato che il fiume è MOLTI METRI più in basso.

Chiavica di presa ROGGIA CONTARINAA questo punto forse è il caso di ragionare con delle soluzioni alternative (e condivise con la cittadinanza), su quali siano gli interventi necessari all’approvvigionamento idrico; sono molto scettico su quale sia il vantaggio economico ed ambientale di proseguire opere di escavazione di ghiaie, in un momento di profonda contrazione dell’attività edilizia.
Per cui: a chi giova? (come dicevano i latini)

Nota Bene: E’ necessario che le esigenze di approvvigionamento idrico siano bilanciate con le esigenze di tutela ambientale e di rispetto per il fiume Brenta; di fatto anche dopo l’allarme per il grave inquinamento da Pfas, ipotizzo che possa essere necessario valutare l’approvvigionamento da altre fonti (l’acqua di alcuni Comuni a Sud di Padova, ad esempio, corrisposta al Centro Veneto Servizi, viene prelevato o da pozzi Aps-Novoledo o dalle fonti di Camazzole). Se non sbaglio, qualche tempo fa, in una situazione di carenza di risorse idriche esistenti, veniva proposta una condotta che arrivasse perfino sino alla diga del Corlo. Io stesso bevo l’acqua del rubinetto, e voglio sia sana e limpida. Ma voglio anche che i fiumi siano rispettati.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.